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Uno sguardo alla Legge europea sul clima

Articolo pubblicato sulla rivista Frammenti Editoriale. Clicca qui per andare all’ articolo. A cura di Samir Landi

È  stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento UE 2021/1119, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999, con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni dei gas a effetto serra di circa il 55% rispetto al 1990. 

Con la legge europea sul clima, la Commissione mirando ad integrare l’attuale quadro strategico, propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, intensificando gli sforzi di adattamento e prevedendo di volta in volta valutazioni sulla base di sistemi esistenti quali il processo di governance dei piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri, le relazioni periodiche dell’Agenzia Europea dell’Ambiente e i più recenti dati scientifici sui cambiamenti climatici e i relativi impatti, per intervenire laddove si registrino progressi insufficienti o incongruenze. 

La nuova normativa europea sul clima affida alla Commissione il compito di esaminare la legislazione dell’Unione e le politiche vigenti, creando un sistema di monitoraggio dei progressi e valutando, se necessario, l’intrapresa di ulteriori azioni. Incoraggia inoltre ulteriori iniziative che rientrano nel Green Deal europeo, tra cui la proposta di un regolamento che istituisca il Fondo per una transizione giusta. In aggiunta, nuove iniziative interverranno al fine di conseguire l’obiettivo di cui sopra; tra queste si annovera il varo del patto europeo per il clima, la strategia industriale dell’UE per affrontare la duplice sfida della trasformazione verde e della transizione digitale.

Entro settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell’UE rispetto all’obiettivo della neutralità climatica, formulando raccomandazioni destinate agli Stati membri i cui interventi non siano compatibili con l’obiettivo della neutralità climatica.

Nonostante l’ambizioso obiettivo fin ad ora delineato, nonché tutti gli strumenti dispiegati in campo, gettando un occhio alla panoramica italiana, risalta immediatamente che in Italia non è stata ancora varata alcuna legge quadro sul clima. Questo, nonostante l’Italia sia prima in Europa per numero di incendi di gravi dimensioni nell’anno corrente, nonostante la temperatura media sia aumentata molto più velocemente rispetto alla media mondiale (circa 2.5%) e nonostante il crescente aumento del livello del mare minacci numerose città italiane che da qui a pochi anni rischiano di essere sommerse. Inoltre, il nostro Paese non ha ancora nominato l’inviato speciale per il cambiamento climatico, cosa che tanti altri paesi come Regno Unito, Francia e Germania hanno già fatto.

Ed è proprio guardando all’Italia che si evince il grande limite della normativa europea sul clima: manca uno strumento legislativo volto ad allineare le politiche europee e quelle nazionali, ovvero uno strumento volto a coadiuvare tutti quei paesi che, come l’Italia, partono in grande ritardo e/o sprovvisti di mezzi per poter perseguire in maniera realistica, seria e puntuale gli obiettivi di neutralità climatica prefissati.

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