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Uno sguardo alla Finanza sostenibile

Articolo pubblicato sulla rivista Frammenti Editoriale. Clicca qui per andare all’ articolo. A cura di Samir Landi

Negli ultimi anni, il contrasto al cambiamento climatico, ha reso sempre più importante la necessità di adottare strategie e progetti che pongano al centro la sostenibilità. In questa ottica la Commissione Europea, recependo gran parte delle raccomandazioni dell’High-Level Expert Group on Sustainable Finance, pubblicava nel marzo 2018 il “Piano d’Azione per la finanza sostenibile” in cui venivano delineate le strategie da mettere in atto per realizzare un sistema finanziario basato sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le misure proposte dalla Commissione puntano non solo ad orientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili, ma a migliorare il contributo della finanza alla crescita sostenibile e inclusiva, finanziando le esigenze a lungo termine della società così da gestire in modo più efficace i rischi finanziari che derivano dal cambiamento climatico, dal consumo di risorse, dal degrado ambientale e dalle disuguaglianze sociali. Così, le considerazioni sull’ambiente e sulla sostenibilità diventano parte integrante del processo di decisione di investimento, creando progetti e finanziamenti più vantaggiosi dal punto di vista climatico, ambientale ed energetico.

La finanza sostenibile, o responsabile, fa riferimento a decisioni di investimento che integrano, all’interno dell’analisi finanziaria tradizionale, aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), generalmente connessi alla creazione di valore a lungo termine. Ciò significa che, nel prendere la decisione di investire in un determinato progetto, gli operatori finanziari non tengono conto solamente del profitto, ma anche di una serie di fattori che rendono gli investimenti utili alla società e vantaggiosi per l’ambiente a lungo termine. Per esempio, le considerazioni a carattere ambientale possono includere la valutazione dell’adattamento della società ai cambiamenti climatici e il suo impegno nella lotta all’inquinamento.

Nell’ambito del cd. “Green Deal Europeo”, la Commissione Europea ha adottato nel luglio 2021 la Sustainable Finance Strategy, che definisce diverse strategie volte a coniugare investimenti economici con la sostenibilità, nell’ottica dell’ambizioso progetto di far diventare l’Unione Europea la prima potenza economica a impatto climatico zero.

In Italia, sebbene il principio di finanza sostenibile sia stato inserito nel T.U. Bancario, con l’aggiunta dell’art. 111 bis, ad oggi si leggono dati contrastanti. Se da un lato l’EY Sustainable Finance Index, riconosce che “le banche e le assicurazioni italiane dominano quelle di tutti gli altri Paesi in termini di attività volte a limitare o ridurre il loro impatto ambientale, comportandosi bene anche nella gestione dell’energia e nell’attività sui cambiamenti climatici”, dall’altro, dalla lettura dell’ultimo report di Banca d’Italia, emerge che il “sistema Italia non è in grado di attirare questa massa di risparmio ESG che vuole coniugare le esigenze di rendimento con quelle di sostenibilità, dato che quasi l’80% dei fondi ESG investe in azioni ed obbligazioni estere con una conseguente offerta ancora più marginale delle aziende sul fronte dell’emissione di strumenti green”. Da ciò deriva pertanto un atteggiamento restio da parte di piccole e medie imprese che rimangono diffidenti circa l’adozione dei criteri ESG. Diventa pertanto fondamentale, al fine di favorire un notevole impulso verso la finanza sostenibile, diffondere la cultura della sostenibilità.

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